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Pani e Meri

locandina_arba_girasole_Layout_1-1“Quel pomeriggio del 14 ottobre del 1961, c’era molta gente alla fermata della corriera. Rita Arba aveva deciso di partire per Parigi il giorno stesso del suo matrimonio. Dopo pranzo si era tolta l’abito bianco ed aveva indossato il tailleur beige, fatto cucire alcuni giorni prima da una sarta di Tortolì alla moda di Parigi.”

Ebbene, questa scena apre il nuovo romanzo di Rita Arba “Pani e Meri”, imperniato sulla vita di suo marito, Federico, cresciuto nell’Ogliastra del dopoguerra a “pane del padrone”, come dice lo stesso titolo.

E’  una storia di emigranti, di nomadi, dentro e fuori dalla propria terra, alla continua ricerca di un pezzo di pane per sfamarsi o da portare a casa, cercando di sopravvivere ai maltrattamenti di padroni che non sempre hanno gli stivali lucidi, perché quando si è troppo poveri come lo era Federico, tutti quanti diventano tuoi padroni.

La storia prende avvio il giorno in cui Federico sale sulla corriera che da Girasole lo condurrà a Parigi.

Diversamente dagli altri emigranti del paese, egli porta con sé una speranza segreta, quella di sposare al più presto Rita e di poter rispettare la promessa fattale prima di partire: condurla con sé,  per non vederla finire come le mogli degli altri emigrati, le vedove bianche, in permanente attesa di un figlio e dei loro mariti.

“Dopo tredici mesi, tre giorni e dodici ore…” dalla sua partenza, Federico mantiene la sua promessa. Ma sono anni difficili, e qualche volta disperati, in una terra sconosciuta e spesso ostile.

Federico è giovane e forte, la fatica non lo spaventa,  per la prima volta si sente amato e rispettato, è felice. Trova il coraggio di aprire a Rita le porte del suo passato, fatto di miseria e patimenti inconfessabili che non ha mai avuto il coraggio di svelare neppure a se stesso.

Come molti emigrati di quegli anni, Rita e Federico rientrano in Sardegna con la speranza di un posto di lavoro, che però tarda ad arrivare.

Sono anche gli anni della grande industrializzazione del sud, con le sue contraddizioni, le sue illusioni e le sue opportunità. Finalmente, dopo tante peripezie, la famiglia può fermarsi e godere di un periodo di tranquillità.

Ma proprio quando la sua promessa sembrava mantenuta, e poteva finalmente incominciare a raccogliere i frutti di tanti sacrifici, Federico è colpito dall’alzheimer.

Sono forse gli anni più difficili di una vita che non è mai stata facile, e non mancano i momenti di sconforto, che Rita cerca di affrontare da sola, con la solita tenacia e con la forza della sua fede.

Fortunatamente sono anche gli anni in cui per la prima volta scopre il piacere della lettura ed il mondo magico e rassicurante della scrittura.

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