Articolo News

L’anima della Memoria

LECO-DEL-BELGIO-GIUGNO-09-Rita Arba nasce da una famiglia di contadini il 29 luglio 1942 a Girasole, un piccolo centro di trecento anime, sulla costa centro orientale della Sardegna.

Rita Arba sembra incarnare l’immagine delle donne d’Ogliastra, ma ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vita ci si accorge che di casuale e di convenzionale hanno ben poco.

Sorella maggiore di sette figli, deve crescere in fretta per aiutare i genitori nei faticosi lavori della campagna, e per accudire i suoi fratelli.

Conoscendo Rita, donna minuta, mite e saggia, autrice de L’anima della memoria, dietro la quale si cela pero un carattere forte ed un’intelligenza volitiva, viene da chiedersi corne mai non abbia incentrato il suo romanzo sulla sua vita, che somiglia moltissimo a quella di uno di quei personaggi esemplari e silenziosi, resi noti dalla penna di Grazia Deledda.

Solo percorrendo la sua storia, si riesce a comprendere cosa possa aver spinto una donna, con un semplice diploma di licenza elementare, alle soglie della pensione, e che per una vita è rimasta esclusa dai libri e dalla letteratura, a diventare un’accanita lettrice, una scrittrice in erba, e a voler apprendere l’uso dei computer, divenuto oramai il suo compagno inseparabile.

Di scuola, corne per la maggior parte dei girasolesi, neanche a parlarne, i suoi studi non vanno oltre la scuola elementare. A 19 anni, durante la grande migrazione, si sposa e parte per Parigi; una parentesi durata undici anni; il tempo necessario a riorganizzare il rientro, ed una nuova vita con i sei figli nella nuova casa di Girasole.

Sono gli anni dell’industrializzazione. Federico Congiu, suo marito, lavora in cartiera ad Arbatax, e finalmente la famiglia sembra poter godere di una certa tranquillità economica (il tema della famiglia ritornerà spesso nel romanzo, a sancire l’importanza di un valore ritenuto fondamentale). Ma corne spesso accade, proprio quando, dopo tanti sacrifici, la famiglia sembra aver raggiunto un suo sereno equilibrio, suo marito, già affetto da diabete, viene colpito dall’alzheimer.

Sono forse gli anni più difficili, soprattutto i primi, e non mancano i momenti di disperazione e di sconforto, che Rita cerca di affrontare da sola, con la solita tenacia e con la forza della fede.
Ma sono anche gli anni in cui per la prima volta scopre il piacere della lettura ed il mondo magico e rassicurante della scrittura. Rita, fin dalla sua infanzia è stata un’ascoltatrice attenta ed interessata, depositaria e custode gelosa e riservata di quel patrimonio di racconti che le venivano gradualmente confidati dalla sua mamma. Tutti fatti inediti, attinenti alle sue origini.

Si tratta di una memoria ricca e sempre viva, capace di suscitare emozioni edificanti.

Rita non si è accontentata di essere solo sposa e madre, “Casa, Chiesa e Famiglia”, ma con volontà costante, spirito di sacrificio fuori dal comune e tanto coraggio, ha saputo coltivare e far crescere oltre a quello della famiglia anche un secondo talento: quello della scrittura mettendo mano finalmente alla stesura dell’opera, ormai registrata nella sua mente.

Ha messo su pagine vergate con amore e passione la storia della sua famiglia, che è storia della sua terra. Una storia ricca di fatti e memorie, intrisa di amore, passione e sofferenza.

Una storia vera, vissuta con intensa fede cristiana, ricca di speranza e proiettata verso la pienezza della felicità. Ancora una volta, sembra proprio che tutto ciò che non è in grado di spezzarla, corne una canna al vento, finisca per rafforzare il suo carattere e arricchire la sua personalità.

“E la storia di Rita e della sua famiglia sono state anche a Torino, alla Fiera Internazionale dei Libro svoltasi nel mese di maggio 2009. Ospite umile nella più grande ed importante kermesse italiana dedicata all’editoria, Rita Arba si è ritagliata il suo spazio nel mondo della grande editoria. E ancora una volta la sua storia ha destato curiosità ed interesse oltre che tra i lettori anche presso altri Editori più famosi. Torino è stato un altro piccolo passo per portare ad un pubblico sempre più vasto “L’Anima della Memoria”.
Una storia che appartiene a ciascuno di noi”

(L’Eco del Belgio – Giugno 2009)

Post Correlati